IL CASTELLO MEDIEVALE DI AGROPOLI

Il castello medievale di Agropoli si erge maestoso sul promontorio che domina la città  in posizione strategica.

La fondazione del “kastron” risale ai decenni centrali del VI secolo con l’intento di creare un ancoraggio per la flotta bizantina e un avamposto fortificato al margine meridionale del golfo di Salerno.

Le strutture difensive furono probabilmente edificate utilizzando manodopera locale, verosimilmente fu eliminato quel che restava degli edifici più antichi presenti nell’area sommitale della collina.

Tuttavia la completa assenza di dati archeologici relativi a questa fase e le ristrutturazioni di età angioino –aragonese non permettono una lettura analitica strutture.

Nella seconda metà dell’XI secolo, con l’affermarsi del dominio normanno nella regione, sempre in virtù della presenza di un comodo scalo marittimo, il più importante tra Salerno e Acciaroli, Agropoli accrebbe la sua importanza economica. A questo periodo si deve la costruzione della cortina muraria che protegge a sud l’abitato.

Gli interventi architettonici di questo periodo sono difficilmente individuabili ma è probabile che i tre angoli della fortezza fossero rinsaldati da torri inglobate poi nei totali rifacimenti del XV secolo. 

Nel 1485 si intrapresero grandi lavori di ammodernamento del castello per adeguare le strutture difensive a resistere alle nuove armi da fuoco.

Tra il 1486 ed il 1488 furono apportate sostanziali modifiche all’impianto del castello donandogli la forma che oggi conserva.

Fu modificata parzialmente la pianta, resa quadrangolare con l’escavazione dei fossati, si procedette alla costruzione sul lato nord di una più larga muratura e all’innesto di una torre poligonale a protezione del nuovo ingresso. Per la facciata ed il portale fu utilizzato non il marmo ma comunque una pietra “nobile” il tufo pestano che risalta nettamente rispetto alla restante muratura e che forse proviene dal basamento dell’antico tempio greco sorto nell’area.

Furono allora ristrutturate a scarpa le tre torri cilindriche risalenti forse al XIII secolo in modo da resistere anche agli attacchi delle armi da fuoco di grosso calibro.

Prese corpo il palazzo baronale di cui fu ampliata l’area del pianterreno a livello della piazza d’armi e fu costruito il secondo piano, vera e propria residenza del feudatario.

Il castello, dunque, pur mantenendo le sue strutture aragonesi, nel periodo vicereale e poi nel ‘700 assunse la funzione di palazzo baronale ospitando la famiglia del feudatario: prima i Sanseverino principi di Salerno che lo scelsero come residenza estiva, poi i Grimaldi duchi di Eboli, i Caracciolo marchesi di Trentinara, fino ad arrivare ai Sanfelice.  Presso la corte feudale vi erano anche gli uffici baronali: la mastrodattia, le carceri, la sede del giudice, il posto di guardia.

Nel 1806 per decisione di Napoleone fu occupato dal Genio militare che vi collocò una batteria e utilizzò i locali del castello come alloggiamento della truppa e deposito del materiale divenendo, ancora una volta, centro della difesa costiera dell’intero Principato Citra.

                            

a  cura della cooperativa sociale MUSE